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20 ott 2012

Comunità Saman,gli Arancioni, Rostagno, Cardella, Valcarenghi, Lotta Continua (per il comunismo) e Partito Socialista di Craxi.

Premetto subito: la storia di Rostagno e altri personaggi di Lotta Continua e Potere Operaio, degli Arancioni,
seguaci di Rajneesh, poi Osho, è stata altamente condizionante in Italia e in tutta Europa. Che questa gente, fino a poco prima tutta presa da aspetti legati al materialismo storico e dialettico, ad aspetti comunque strettamente concreti (occupazioni di case e locali, resistenza a sfratti eccetera), lotte di strada a livello extra parlamentare (leggi scavalcamento a sinistra del Pci) e comunque ultra politicizzato, sia poi finita con un improvviso cambio di direzione, nelle braccia del santone spirituale indiano Rajneesh, oltre che essere un fatto tipico, per niente originale, mi preme qui ricordare che è stato un fatto di rilevanza funesta e altamente negativa, per un eventuale sviluppo di una comunità ispirata da principi di Rajneesh.
Oggi, alcune di queste persone, dopo aver fondato la comunità Saman (poi vedremo chi c'era dentro e cosa faceva, o almeno cosa si sospetta che facesse con le sue numerose emanazioni internazionali e imbarcazioni, con il sostegno di Craxi e del figlio di Craxi e vedremo come si crea tale sodalizio), le ritroviamo a fondare la comunità di Osho Mia, (basta cercare su google la parola Osho e appare subito osho mia per molte righe, ai primi posti del motore). Conosco persone che si proclamano sannyasin, presi a Mia.

Tutta la comunità degli ex di LC e PO (Gad Lerner, Enrico Deaglio fratello dell'economista Mario, marito del ministro al lavoro, professoressa Fornero, Mughini, il vate del Cav. Berlusconi, il genio di Paolo Liguori, pronto a passare da LC a Famiglia Cristiana e poi ad abbracciare le solide spalle di Mediaset, Emilia Patruno, 46 anni, ex di Lotta continua ora giornalista di Famiglia Cristianadirettore de Il Due e proprietaria del dominio internet del giornale: "Vivere ... poi ci mettiamo Luigi Manconi, Boato, Nini Briglia,(passato con Berlusca), ne conosco personalmente una decina di gente che lavora a Mediaset dai primi tempi e era con me a tirare sassi nelle strade, ma non voglio lasciare Erri De Luca, il mite, si mitissimo! Di tutta la geniale e capace canaglieria di LC (non anche PO), solo pochi non hanno voluto vendersi al nemico e voglio fare il nome di uno veramente capace, che avrebbe potuto fare sodi a cappellate: Guido Viale.


Ho capito che c'era qualcosa che non andava nella comune di Pune, quando entrando giornalmente (dal momento che era un esterno e dormivo a una decina di kilometri), notavo l'atmosfera di alcune persone, tipica di chi comanda e si pone su un piano superiore, di contro alla massa dei belanti armenti e giumente dei sannyasin. Premetto che a me interessava fare alcune esperienze di confronto tra posizioni filosofiche occidentali e orientali e tra le tecniche di rilassamento occidentali, che da tempo seguivo per mio conto e quelle proposte dal mondo orientale, in specie la meditazione.
Quindi da buon toscano, forse al pari di Tiziano Terzani, guardavo le cose con occhi immensamente curiosi, ma anche attenti e vigili, non volendo delegare a nessuno né il mio cervello, né la mia anima, posto che esista.  Per l'idea che mi sono fatta, alla fine, in Italia, il marchio e il nome di Osho, non sarebbe potuto che essere portato e utilizzato appieno da quelli di Lotta Continua, lo sapevo io e anche altri miei compagni di ventura, tutti allora matricole alla facoltà di medicina di Pisa e Firenze.
Scrivo questo articoletto perché voglio esprimere il punto che non c'è solo la storia degli Arancioni raccontata da questi personaggi, spesso equivoci e contraddittori, che parlano (vedi in primis Adriano Sofri,), come dei professori spocchiosi e "sotuttoio!". Non mi è mai piaciuto Sofri, nemmeno Rostagno e meno ancora De Luca, Enri, capo del servizio di sicurezza di Lotta Continua, oggi grande romanziere (sic!) e per me, questi personaggi non sono stati dei geni, ma solo dei falliti, delle persone che hanno seguito ideologie del tutto fallimentari, sfidando la legge, passando sopra ai diritti degli altri e insomma, essendo persone totalmente avulse da una vera e profonda vita spirituale, intrisi fino al midollo di materialismo e pragmatismo. Non si sono allora, meno che mai oggi, resi conto non solo delle loro utopie, ma rifiutano di aver fallito e di essere stati delle nature totalmente materialiste, nonostante la conversione di alcuni allo spiritualismo di Rajneesh. 
Se bastasse essere dei seguaci di qualche santone per avere una spessa dimensione spirituale, sarebbe tutto a posto. Proprio le persone che vanno spesso in chiesa, lo fanno perché mancano di una dimensione spirituale. Sono una massa di caproni che si seguono a vicenda, senza una direzione e senza essere spinti da nessuna forza esterna.
Quindi, costoro, passati dal furore protestatario sessantottino e extraparlamentare, al suo crollo, si sono tuffati nei libri dei guru, e hanno trovato gli scritti del santone, Rajneesh, come se parlassero a loro. In fondo, quel tipo di uomo e di società comunistica di Osho, era proprio il tipo di società che si immaginavano!
Ecco che fanno armi e bagagli e partono per l'India, a Pune, e poi in america ad Antelope, per poi, alla fine disastrosa dell'esperienza della comunità spirituale, con il suicidio di Viveck, la badante di Osho e la morte dello stesso santone, passati per mille peripezie, problemi legali, attentati e tentati omicidi, azioni paranoiche di controllo delle persone, sfruttamento dei soldi, fuga con il malloppo, fallimento di tutte le iniziative commerciali miranti a sfruttare gli Arancioni e il loro leader, ad esempio il Macondo, ma a Vareggio c'era una bettola da quattro soldi tenuta da quelle persone, per non parlare del trasando avvenuto in Germania e in Olanda, veri centri guida dell'esperienza Arancione in Europa, ecco che si apre anche la comunità Saman, ad opera di due sodali, uno dal nome iniziatico di Swami Sanatano, una delle solite buffonate dei santoni. Io non sono il mio nome, non sono i miei pensieri.....

Per capire come e perché la Comunità Saman sia stata costruita nel trapanese, occorre fare una lunga premessa e introduzione generale ai personaggi e loro storia. shuny.     blog.kataweb.it/ .

http://archiviomaclen.blogspot.it/2012/08/macondo.html


















Macondo è il racconto veritiero delle avventure e disavventure di un locale milanese (Macondo, appunto), raccolto dalla voce del suo principale artefice,Mauro Rostagno (1942-1988). Il racconto di Rostagno - 2 intere giornate su dieci cassette - è stato poi elaborato dal giornalista Claudio Castellacci.Macondo, che visse tra il 1977 e il 1978, è da lungo tempo entrato nella mitologia "alternativa" milanese e del movimento del '77.
Rostagno, reduce dalle esperienza di Lotta Continua, scioltasi al congresso di Rimini del 1976, mise in piedi con altri tredici soci una cooperativa per gestire Macondo. Il locale, che prendeva il nome dalla terra immaginaria del celebre "Cen'tAnni di Solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, ospitava un ristorante, un bar, un mercato dell'usato e strutture per incontri, mostre ed iniziative culturali (famosi il convegno su "L'Arte di Arrangiarsi" e l'asta "Svendita del '68").
Frequentato da un pubblico numeroso e "trasversale" (freaks, militanti ma anche borghesi con simpatie "alternative"), incappò nella giustizia dopo la diffusione di facsimili pubblicitari di biglietti delle linee milanesi con la scritta"Vale uno spino" e "Ce l'hai un filtro?". Questo diede il via a perquisizioni, denunce, arresti, l'incriminazione per reati collegati all'uso di stupefacenti e la chiusura di Macondo.
Il racconto è completato da brani dalla stampa dell'epoca, divisa tra condanna (L'unità) e difesa (come Alfredo Todisco sul "Corriere della Sera"), gli attestati di solidarietà di intellettuali (Dario Fo e Franca Rame, Marco Boato, la rivista Re Nudo), una serie di testimonianze ed infine la sentenza del Tribunale che condannava i soci a tre mesi con sospensione della pena per avere permesso il consumo di sostanze illegali nel locale.
Dopo la riapertura Rostagno si trasferì in India per seguire Bhagwan Shree Rajneesh e il locale passò ad Andrea Valcarenghi, che lo fece diventare un centro di meditazione e ristorante, e ne cambiò il nome in "Vivek".

Sommario:
- Introduzione
- Parte Prima: Capitoli 1-4
- Parte Seconda: Capitoli 5-8
- Parte Terza: Capitoli 9*-11
Appendice N. 1:
- No all'ore (Mario Mieli) 
- I vizi capitali (Lea Melandri, Giairo Daghini, Paolo Gambazzi)
- Interviste nel quartiere mentre i maconderos sono in galera ("Tam Tam") 
- Lettera di Francesco Alberoni sul caso Macondo a Charles Bukovski
Appendice N. 2: Sentenza del Tribunale di Milano (10 Marzo 1978)

* Il capitolo 9 consiste di una lunga poesia di Gianni Fez.
Il capitolo 10 contiene una lettera di Daniele Joffe letta al processo come dichiarazione degli imputati. 




Prendetevi un poco di tempo, tirate un bel respiro e iniziate a camminare dietro a questo racconto, tragicamente tutto vero e in parte, ma solo in piccola parte, non ancora del tutto svelato.

Qui. una serie di articoli a puntate sulla Saman-gate di fine anni ottanta. Si tratta di una piccola indagine-inchiesta, riepilogo, con molte note personali, ormai di alcuni anni fa.
Prima però, un aggiornamento necessario, dal momento che il tempo trascorso dagli eventi fino ad oggi è di molti lustri. N.B. Francesco Cardella non è mai finito veramente nei guai e mai è stato diciamo messo in condizione di dichiarare tutto quanto era a sua conoscenza nelle vicende Saman, Partito Socialista, Servizi Segreti, Traffico di armi, Somalia, Ilaria Alpi e altro.

Dovete credermi quando vi dico che il povero e valente Attilio Bolzoni si mette, osa, scrivere questo breve trafiletto di coccodrillo, dice cose vere ma anche omette, forse per non sua volontà,(ripeto, si tratta di un'ostia di coccodrillo, solo di quella, anche se potrei fare una bella puntata televisiva di durata di almeno due ore fitte, nella quale si narrano le vicende di una Milano e una Italia che nessuno ha mai narrato; non voglio nemmeno scrivere un libro, perché intanto non troverei che qualche editore disperato e poi reputo non si debbano più stampare libri di carta) alcuni punti che spero, dall'esposizione complessiva dei lunghi articoli dedicati nel corso di una edizione radioweb31, poi trascritta, riesca ad emergere un poco più precisa e si riesca a capire cosa lega una lista di nomi tanto apparentemente e realmente eterogenea, un solo dato di fatto: Cardella e Rostagno erano sodali al massimo grado, una amicizia di ferro e un patto d'acciaio correva silenzioso tra loro (anche perché senza le entrature politiche di Cardella, nessuna Saman si sarebbe creata con quella potenza raggiunta). Valcarenghi, alias Majid, era pure un grande amico di Cardella, oltre che di Rostagno, alias Sanatano.
Da questo calderone si sono tenuti fuori i fricchettoni tipo Claudio Rocchi e gente del giro, che però si sono intruppati nel fallimentare lavoro degli Hare Krisna, una roba da sballati veri, poi finiti con la fuga del santone con le casse del movimento.
Naturalmente, anche il sottoscritto, due amici fraterni, oggi colleghi e una amica, sempre con me, è riuscito a non finire per poco dalla reggimentazione militante di LC alla follia fricchettona di Osho, Arancioni, Guru del sesso, Rajneesh, che sono certo continuerà a mietere vittime di se stesse, in definitiva. Che poi i giornali e le Tv facciano programmi, a me non frega un fico. Anche al tempo mio, nessuno si interessava di quello che succedeva, eppure succedeva e la Saman era in Sicilia, non in Burundi. Dopo, quelli che verranno svriveranno, parleranno, sapranno, e sarà materia per i sapientoni, per quelli come i giornalisti, che hanno Q.I. superiore al mio modesto 135.  Let it be....

Una breve nota: l'aereo con cui Craxi è volato in Tunisia e che lo portava a giro ogni tanto indovinate di chi era e da chi era guidato? Indovina, indovinello. Cardella ha iniziato con la rivista Men, poi è passato al porno vero e proprio e ha collezionato una serie di condanne in contumelia per credo, almeno un 12 anni, senza fare nemmeno un giorno di galera.
Non sfuggirà, che dove ha messo le mani Cardella e Rostagno, suo sodale, tutto è finito nella merda più nera! Dal PSI a Craxi, dal porno alla Saman e agli Arancioni. 
Oggi, fino ad oggi le comunità che si richiamano a Rajneesh, in Italia, sono al momento prive di attenzioni da parte dei media, ma sono certo che prima o poi, qualche grana salterà fuori. Lo vedo, anzi, l'ho già visto, i miei occhi hanno  già visto e molte volte.
Un saluto all'amica Ilaria, sei sempre con noi, ogni minuto.
 amida - alfredo - benedetta




Rostagno, Cardella, Craxi, Sicilia, Somalia, Ilaria Alpi. 1 post.



La comunità Saman, è stata fondata in Sicilia, a Trapani, (seconda  qui  terza qui)
 mauro Rostagno, ex leader di Lc, assieme all'amico fraterno Francesco
 Cardella, a parte Renato Curcio, che ormai è in carcere da anni e con la sua compagna, Chicca Roveri, dalla quale, Rostagno ha avuto una figlia, oggi grande, e che negli ultimi mesi della sua vita, si è detto che non stavano più assieme, avendo ciascuno altre relazioni.

Dico subito che oggi sappiamo chi ha ucciso Rostagno, (un mafioso) e nessun segreto ormai esiste sulla sua morte, vale a dire sul perché la mafia l'ha ucciso. Semplicemente perché Rostagno dalla TV privata da cui parlava, aveva fatto denunce e nomi ed era un pericolo da eliminare. Ma aggiungo che la vita di Rostagno e delle persone che troverete nei 3 lunghi post, è quella di un personaggio sfuggente, sempre acceso e coinvolto in una causa che lo assorbiva in modo fuori dal comune, quasi con furore: da Lotta Continua (uno dei fondatori e Leader), agli arancioni (la setta legata a Rajnesh, o Osho, che imperversavano negli anni '80, spalleggiati dai politici socialisti), fino al furore del recuper dei tossicodipendente, nel mommento in cui spuntavano in tutta Europa le Comunità di Recupero (in Francia, la più  grande è finita con la fuga del fondatore e diversi arresti, ma tanto inutile parlarne, a nessuno importa).
Qui, Rostagno assieme all'amico di sempre, grande sodale di Craxi, fonda la Saman e unisce l'attività di impegno politico, sociale, di vita spirituale e antimafia in un tuttuno, senza farsi scrupolo delle situazioni che erano messe in piedi da lui, la sua compagna e il suo sodale (erano solo loro tre).
Insomma, un rivoluzionario, poi uno spiritualista e infine un medium di tante cose, di cui si fa fatica a capirne la collocazione. Io l'ho visto solo una volta a una assemblea di LC, ma non posso dire altro, come ricordo diretto.
 Continuiamo.

La Sama è stata fondata dal nulla, come tante realtà associative, con scopi umanitari e sociali; nella specie, il recupero in quel di Sicilia, dei tossicodipendenti. Detta così, e partendo da queste premesse, sarà molto difficile capire il titolo del post, che qui riporto: Rostagno, Cardella, Craxi, Sicilia, Somalia, Ilaria Alpi. Fino a che si legano i nomi di Rostagno, Francesco Cardella e la Sicilia, tutto fila liscio, e chi non conosce niente di LC, dell'industria delle armi, di come si regolano i commmerci delle medesime (da parte dei governi), chi non conosce la storia di Francesco Cardella, né si è molto interessato a quella di Craxi, e magari solo distrattamente ricorda il  nome di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, uccise a Mogadiscio il 20 marzo 1994. In altre parole, se avete almeno 50 anni, se avete fatto come me parte di LC, se vi capita di parlare bene l'inglese, un poco di francese e tedesco, e di viaggiare per il mondo non solo per spassarvela alle Seichelle o alle Maldive, ma anche per motivi di studio, ricerca e lavoro, e se infine siete dotati di interessi nell'ambito delle cose che ci circondano, oltre alla musica, ai fumetti, al cinema, e godete di un numero di conoscenze e amicizie sufficientemente estese e sparse per  il mondo, bene, allora avete la possibilità di capire molto bene il legame che lega i nomi del titolo del post. Per tutti gli altri, consiglierei prima di cercare su Internet alcuni post, e articoli di giornali sui nomi citati e farsi una prima idea, prima di proseguire la lettura di questo primo post, cui ne seguiranno almeno altri due. Se comunque vi fidate a sufficienza della mia esposizione e della vostra capacità di comprensione, potete proseguire (a vostro rischio).
Mario Rostagno io ho avuto modo di incontrarlo due sole volte, nel '74, in occasione di una serie di manifestazioni e dibattiti, in cui si mischiavano idee rivoluzionarie e pensieri di redenzione, di salvataggio della mitica Classe Operaia, dei poveri, diseredati, sfigati e oppressi. Indottrinamenti di quel tipo ne avevo già iniziato a fare scorpacciate da almeno un anno, passando da quelli delle Camere del lavoro, con le loro manifestazioni false e strumentali, in cui si nascondeva sotto la sigla Cgil, la vera anima motrice della manifestazione: il PCI e la Fgci, all'epoca con D'Alema Massimo, figlio del Sen. D'Alema, presidente. Capito che quelle manifestazioni, che inevitabilmente chiudevano con il comizio ampolloso, retorico e finto populista del delegato provinciale o qualcosa del genere della Fgci, con sul palco il solito funzionarietto del partito, seri, contriti, ma a volte con un luccicchio negli occhi e uno sguardo di intesa, come a dire: li abbiamo chiappati, siamo stati bravi. Dopo poche tiritere sempre uguali, e capito che sarebbero state solo le prime, con la riunione davanti alla C.del Lavoro, corteo, comizietto e infine pacche sulle spalle e risatine, decisi di trovare una via di impegno più confacente per i miei gusti di piccolo socialista comunitario, con il disprezzo per il consumismo e per i forzati del lavoro, e con molto interesse per la musica popolare, classica, Jazz e la pittura, che alla fine, sono state una costante della mia vita e hanno contribuito non poco a salvarmi da certe scelte e cammini che altri in seguito hannno intrapreso. All'epoca, a parte la piccola età e inesperienza, provenedo da una famiglia di operai, e facendo ragioneria, non mi rendevo conto di quanto era grande il mio gap rispetto a tutti quelli che mi circondavano in LC, provenienti da famiglie di impiegati, insegnanti, professionisti e commercianti, iscritti ai licei e pronti per passare all'università (quei pochissimi, perché erano tutti studenti universitari come minimo). Al massimo, quello che vedevo dopo il diploma, era di fare qualche concorso e magari entrare in banca o in qualche ufficio comunale. Salto rapidamente, perché questa non è una storia di me, ma quella del post, per cui torno rapidamente su Rostagno, che era lì, vestito come me, laureato in sociologia a Trento, un eroe della rivolta studentesca e giovanile, inarrivabile, con il suo linguaggio alla mano ma anche profondo e complesso. Di Rostagno non ho più avuto traccia, anche se sapevo tramite altri che era rimasto in contatto con Gad Lerner, tra gli altri, almeno fino al '76, quando a Rimini si sciolse tutto, con Deaglio al suo posto, direttore fulgido, nel suo splendido isolamento, che continuò a far uscire il giornale fino all''82, quando poi iniziò con Reporter, poi finanziato da Berlusconi, che pagò i debiti nell'86, al fine di far concorrenza a Paese Sera, che Craxi voleva far chiudere. Bene, all'epoca questa era la mia visione di uno come Rostagno, ma non ho dovuto attendere di specializzarmi in psicopatologia e disturbi della personalità precoci, per rendermi conto, conoscendo come è proseguita la biografia di alcuni personaggi che si trovavano in LC, ma anche in altri ambienti estranei, che trattavasi di persone complesse, contraddittorie e piene di aspetti problematici e conflittuali, che rovesciavano sugli altri, per quanto inconsapevoli.
[La cosiddetta "lobby di Lotta Continua"

I molti che non aderirono a Prima Linea restarono di fatto orfani del proprio movimento politico di riferimento. Alcuni resteranno in politica. Marco Boato e Mimmo Pinto entreranno nel Partito Radicale; Luigi Manconi aderìrà prima ai Verdi e poi ai DS; altri diventeranno simpatizzanti del Partito Socialista Italiano ed in particolare sostenitori delle posizioni di Bettino Craxi al tempo del suo segretariato. Molti ex esponenti del "quotidiano del partito" resteranno nel mondo dell'informazione, in cui occupano oggi di fatto ruoli strategici, chi lavorando in televisione (Rai, Fininvest e La7) chi su varie testate giornalistiche. Tra i più noti Gad Lerner e Paolo Liguori. La permanenza di membri dell'associazione in ruoli di potenziale influenza sull'opinione pubblica ha fatto sì che si parli spesso[7] di lobby di Lotta Continua. Il termine fu particolarmente utilizzato quando molti ex esponenti, come ad esempio lo stesso Lerner, fecero discussioni relative alla necessità di una grazia per Adriano Sofri, che di fatto ufficialmente mai la richiese, ritenendo la cosa incompatibile con il fatto di ritenersi innocente per il reato per cui è stato condannato].Da it.wikipedia, ma non vi riporto l'elenco di alcuni componenti importanti perché per me, per quello che mi consta e consta anche a molti altri con cui mi sono confrontato alla fine dei '90, quando misi su l'internet a casa mia, l'elenco è in parte sbagliato e naturalmente molto, ma molto incompleto, direi quasi fuorviante.

Un brevissimo escursus su Mario Rostagno, in poche righe.
Dovunque viveva, Mauro lasciava il segno: a Trento, nel ’68, dove inventa con Renato Curcio l’Università negativa. A Milano dove fonda Macondo un centro sociale ante litteram. A Palermo, dove si fa capo-popolo delle tribù dei miserabili delle periferie promettendogli un riscatto se solo avessero creduto in se stessi. Poi la fuga in India dove diventa un santone, un arancione, cambiando tutto finanche il nome: Sanatano, eterna beatitudine. E poi di nuovo la Sicilia, Trapani, la Saman e l’amicizia con Cardella. E il giornalismo, la sua vecchia passione.

Cosa faceva da tempo Rostagno e come è stato ucciso?

Quel 26 settembre Mauro è negli studi televisivi di RTC, la piccola emittente locale di cui è direttore. Scrive un editoriale sull’ennesimo delitto di mafia, l’assassinio del giudice Saetta. Poco prima delle 20 saluta tutti e va via con una ragazza della Saman, Monica Serra. Ma c’è una macchina dietro di lui, una Fiat Uno che non fa nulla per dissimulare l’inseguimento. Sono le otto di sera adesso e Mauro sta correndo, abbandona la provinciale e svolta in una strada di campagna. Una Golf lo attende al varco, mentre l’altra auto lo tallona da vicino. Se in quei momenti, in quella strada polverosa e priva di luce, Rostagno ha avuto paura è stato per un attimo. Perché qualcuno, a piedi, gli fa segno di fermarsi. Qualcuno che forse Mauro conosce. Un omicidio è una questione di attimi. Due colpi di fucile si infrangono sul lunotto posteriore dell’auto e colpiscono il giornalista alla schiena. Monica Serra si abbassa, accucciandosi sotto il cruscotto. Su Rostagno vengono esplosi altri 4 colpi. Qualcosa però va storto: uno dei fucili esplode nelle mani dei killer. La ragazza sente un auto ripartire e fugge verso la comunità. E’ miracolosamente illesa: il sangue della vittima e i vetri esplosi non la sfiorano neanche. “Non interessavo a nessuno” – racconta a caldo agli inquirenti. E’ un film già visto quello che avviene dopo: sul fondatore di Saman girano subito delle strane voci. Nella sua macchina sarebbero stati trovati soldi, molti soldi, in lire e in dollari. In un rapporto i Carabinieri avanzano pesanti dubbi sull’ attività di giornalista di Mauro: “quando ci sono in ballo interessi economici, le ideologie vengono messe da parte”. Insomma, Rostagno non sarebbe stato così pulito, sapeva con chi scendere a patti. Calunniare e isolare la vittima: è un copione già visto, "mascariare" si dice in siciliano parola propria del comportamento mafioso, "sporcare" la vittima per spostare l'attenzione, strategia consolidata di Cosa Nostra che vive nel sangue e nelle "tragedie". Ma con Rostagno la cosa non riesce ed i suoi sono funerali di popolo, di cittadini comuni innamorati del suo allegro coraggio, una sorta di lutto generazionale a cui partecipano migliaia di ex-ragazzi degli anni ’70. Lontane le istituzioni, l’unico politico di razza che sceglie di esserci è Claudio Martelli. A cui però viene riservata un’accoglienza ostile: gli sventolano davanti banconote e monetine impedendogli di parlare. Quel giorno, nella sua cella, Renato Curcio,(fondatore delle BR e in carcere per le delazioni di Moretti, il rapitore di Moro, uomo sfinge, dai mille volti e padroni), piange a lungo e promette a se stesso di saldare un debito di verità nei confronti dell’amico più caro e sincero. Ma è anche il lutto dell’unica voce libera del giornalismo a Trapani: la sua trasmissione prosegue, condotta da un pupazzo a cui gli amici fanno da ventriloquo. Le indagini dei Carabinieri accreditano la versione di Monica Serra, facendosi beffe delle testimonianze di due ragazzine che videro la macchina su cui viaggiava Rostagno inseguita da un’altra. Si evita di fare l’esame sugli indumenti della ragazza per capire se veramente si trovava nell’auto al momento degli spari, si evita di fotografare la macchina di Rostagno dal lato del passeggero. Spariscono alcuni appunti di lavoro e dei nastri, video e audio, che il giornalista porta sempre con sé. E quello strano black-out? Una coincidenza, è stata la pioggia dicono gli investigatori. Eppure nei giorni precedenti non era piovuto. A stabilirlo fu Vincenzo Mastrantonio un anonimo tecnico dell’Enel. Otto mesi dopo viene ucciso e ancora tempo dopo, dopo il pentimento di un uomo d'onore di Paceco, Ciccio Milazzo, si scopre che è l’autista di fiducia del capomafia di Trapani, Vincenzo Virga e che Mastrantonio ha una pessima abitudine, raccontare ciò che apprende dal capo mafia. Nonostante tutto, i Carabinieri non credono alla pista mafiosa: uno dei fucili utilizzati nell’agguato esplode e rimane sulla scena del delitto. La mafia non commette errori – si sostiene. Lo conferma anche l'allora capo della procura trapanese, Antonino Coci: “Come si fa a dire che Rostagno è stato ucciso dalla mafia… come si fa a dire che esiste la mafia a Trapani?”



Francesco Cardella

Per descrivere chi è stato, e chi è Francesco Cardella, di famiglia borghese siciliana, ora e da tempo in Nicaragua, al pari di tanti latitanti delle BR, PL, e farabutti e mascalzoni di ogni parte del mondo, inseguiti da mandati di cattura e da ordini di arresto, condanne definitive e altro, non basta un mega post, ma ci vorrebbe almeno un libricino. Quindi mi limito solo a riportare alcuni tratti, e poi vi rimando al post dove ho messo una serie di articoli interessanti sul personaggio.
Inizia come editore di Man e ABC, l'Ora e poi altre riviste del genere, con nudità, scandali, sequestri e riaperture, condanne eccetera. Nel 1974, a Milano spesso assieme alla moglie, Raffaella Savinelli, figlia di un industrialetto, porta a giro uno scimpanzé tale Bobo, vestito come un bambino, e gira in Rolls Royce, con i guadagni delle riviste porno come O.V. e O.S. Per ABC, conobbe Craxi che gli fece mandare Ruggero Orlando come direttore. Rostagno e Sofri li aveva conosciuti non per le lotte studentesche ma come editore per la Peruzzo di Jazz, che pubblicava anche testi della sinistra e lì si legò ai Sofri, Pietrostefani e Rostagno.
Poi, la moglie lo lascia, lui va a finire in India a Poona, da Osho Rajshneesh, cioè la comunità degli Arancioni, che ho avuto modo di frequentare anch'io per un mese, per fortuna. La moglie muore in Africa, e non si capisce bene come e ad opera di chi, si sospetta il marito, Cardella ma non si arriva a nulla: l'Africa è troppo vasta e troppo lontana per fare luce. Intanto Rostagno, dopo la svolta mistica, simile a quella di Cardella, ha fondato nell'81 la comunità Saman, e Cardella, nei suoi rientri in sicilia per trovare la madre, comincia a interessarsi alla comunità dell'amico e alla fine entra in sodalizio con lui e la compagna, Chicca Roveri. Intanto, grazie all'amicizia strettissima di Francesco cardella Con Craxi, proprio nel momento di massimo splendore del craxismo, quello che porterà l'inflazione al 18% e debito dal 58% dell'81 al 70% in tre anni, Cardella e la Saman iniziano a prendere quota, godendo di tutta una serie impressionante di concessioni, favori, finanziamenti, autorizzazioni, mezzi, e gestione di immobili e terreni, compresi quelli sottratti alla mafia (che oggi non sembrano gestiti molto meglio a vedere i servizi di Striscialanotizia). Nell'88 Rostagno viene ucciso e si da la colpa anche a Cardella, ma questi continua l'attività della saman, assieme alla compagna di rostagno, Chicca Rovere, che diviene amministratrice.

La Saman
L’associazione nata nel 1981 per il recupero dei tossicodipendenti si trasforma piano piano in una holding mondiale con una ventina di sedi in Italia e in Europa, interessi e centri da Malta all’Ungheria. Un impero che, subito dopo la morte di Rostagno, Cardella era riuscito a mettere in piedi grazie ai contributi ricevuti da Presidenza del Consiglio, ministeri ed enti locali. La Saman del "guru" arancione Francesco Cardella, acquista navi, vende aerei, compra castelli in Francia, riesce a farsi assegnare terre confiscate a quei mafiosi che Rostagno denunciava tutti i giorni dai microfoni di una tv locale.
Hanno amici e protettori che contano gli animatori di Saman, Francesco Cardella e Chicca Roveri, a cominciare da Bettino Craxi. Fino a quando arrivano i guai: truffa e peculato. I magistrati scoprono che Cardella ha usato per tutt’altro scopo i finanziamenti pubblici e che ha usato a fini personali le carte di credito e i conti dell’associazione. Un peculato da 60 miliardi. E finisce agli arresti insieme alla Roveri. Poi arriva l’indagine a suo carico anche per l’omicidio Rostagno. Ma la pista dei dissapori interni alla Comunità non trova sbocco, viene accreditata la pista mafiosa e l’inchiesta a carico di Cardella e della Roveri viene archiviata.
In primo grado Cardella viene condannato per truffa e peculato a sette anni di reclusione. Condanna ridotta in appello a tre anni e otto mesi perché nel frattempo il reato più grave, quello di truffa, viene prescritto. Cardella spicca il volo per il Sudamerica sperando in un annullamento in Cassazione. Che invece conferma la condanna.
Il presidente della "nuova" Saman, Achille Saletti, non nasconde la sua soddisfazione: «Giustizia è fatta


Il ritratto di una compagnia delle opere senza confini. Innanzi tutto, le societa' . Una sfilza di sigle, da Saman International a Saman Italia, da Saman France (amministrata da Giorgio Pietrostefani) a Saman Srl, da Gie Solidarie' te' a Oiasa, da Cigarettes Brokers a Saman Quadrifoglio, passando per Il Mattone... Secondo la Finanza, in un modo o nell' altro, tutte queste sono ancora controllate da Cardella e dalla Roveri. E molte altre sono per altre vie riconducibili all' ex santone. La Saman International ha sede a Malta, in un grande palazzo nel centro della Valletta (indirizzo: 61, Arcibishop Gonzi Square). Ed e' a questa societa' , al riparo dal fisco italiano, che risulta intestata la piccola flotta della comunita' : le due famose navi Garaventa 1 e Garaventa 2 (sospettate di non occuparsi solo del recupero dei tossicodipendenti), la barca a vela "Il povero vecchio", un tre alberi e un' imbarcazione off shore valutata circa mezzo miliardo di lire. Con un complesso giro finanziario, inoltre, la Saman International acquisto' anni fa anche un castello nella Loira: fu pagato con soldi di Saman Italia, venne intestato a Saman France. Non finisce qui: Cardella e i suoi risultano proprietari anche d' appartamenti a Milano, di terreni e fabbricati sia in Italia che all' estero, di conti correnti in due banche milanesi (la Banca dell' Agricoltura e la Cesare Ponti). Nel ' 93, in particolare, proprio alla "Ponti" di via Plinio furono depositati da Cardella due miliardi: i soldi erano di Saman, ma gli interessi bancari finivano nel patrimonio personale dell' ex guru. Con lo stesso sistema, dice il rapporto della Finanza, vennero creati fondi neri (in titoli di Stato) impiegati "per attivita' estranee alla comunita' ". Quali attivita' ? Mistero, per ora. Una chiave di lettura puo' essere il viaggio del piccolo bimotore (intestato a Saman International) che nel ' 94 fu usato per la fuga di Craxi in Tunisia. Un semplice trasferimento, precisa Bettino in un comunicato da Hammamet: durante il governo Ciampi, spiega l' ex leader psi, "mi trovai di fronte improvvisamente a un problema di sicurezza personale, che risolsi ricorrendo a voli privati. S' e' trattato in qualche caso d' aerei di proprieta' di persone amiche...". Amiche come Cardella: che gli prestava la Bentley per i tour elettorali in Sicilia, che l' aiuto' per il tour verso la Tunisia.  Fine prima parte.

2a parte

3a  parte


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La morte del guru Cardella porno editore e padre di Saman fuggì dopo il delitto Rostagno

L' AVEVANO ancora visto a Trapani. Andavae veniva. Spariva ma poi tornava sempre. E ogni volta cambiava la sua esistenza. Era molto più vecchio, però il fisico era quello: asciutto, la carnagione scura, gli occhi ipnotici. L' avevano visto a Trapani qualche mese fa e tutti sapevano che prima o poi sarebbe riapparso per trovare rifugio nel suo baglio di Lenzi, in mezzoa una campagna araba sotto la roccia di Erice. Ma lui se n' è andato nel giorno del suo settantunesimo compleanno. Quello che all' anagrafe era registrato come Francesco Giuseppe Alberto Cardella, nato il 7 agosto 1940, di professione santone, porno editore, giornalista, business man, ristoratore, fondatore di Saman, è morto all' improvviso d' infarto nella sua ultima residenza conosciuta: Managua, capitale del Nicaragua. Si era riparato laggiù alla fine di una vita spericolata. 
L' avventura di "Cicci" - così lo chiamavano in famiglia, il padre Leonardo unico atleta siciliano selezionato per le Olimpiadi del ' 36 a Berlino, la madre Lidia un "buon partito" di Trapani - è finita lontano dalla sua Sicilia dove gli ultimi suoi anni sono stati i più tormentati. Sospettato e scagionato per il delitto di Mauro Rostagno, latitante per una truffa e poi prosciolto, amato e odiato, "Cicci" aveva ricominciato tutto a sessant' anni dall' altra parte del mondo. Era così. Cambiava sempre. Da quando aveva lasciato Trapani per Palermo. 
Poi Roma, poi ancora Palermo e il primo lavoro al quotidiano del pomeriggio - Telestar - che era finanziato dal re degli appalti, il conte Arturo Cassina. È il 1963, la prima guerra di mafia. Da Palermo a Milano, dove vivrà per molto tempo. Francesco Cardella non ha ancora 30 anni. Nella sua bella casa dietro piazza Cordusio invita intellettuali e siriani dall' oscuro passato, pittori, leader dei movimenti studenteschi. Amico di Margherita Boniver, dell' editrice di Playboy Adelina Tattilo, del direttore di "Re Nudo" Andrea Valcarenghi, di un giovanissimo avvocato Domenico Contestabile. Diventa anche ricco. Da giornalistaa editore. 
Prima pubblica una rivista di porno soft, poi con quegli amici socialisti che da lì a qualche anno porteranno Bettino Craxi alla segreteria del partito, manda in edicola "Ora" - (il lancio pubblicitario era: «Ora, il giornale che non si legge ma si divora») - che gli procura il primo guaio giudiziario. Cardella passa tre notti a San Vittore per "pubblicazione oscena": il suo giornale fa uno scoop sui gusti sessuali dell' allora presidente del Consiglio Emilio Colombo e del ministro Mariano Rumor. Poi è editore di "Abc". Ma l' hard tira di più e lui, fra il 1973 e il 1974, s' inventa 24 riviste "a busta chiusa" dovei lettori trovano come gadget una miracolosa polverina - il pirampepe - «che se spalmata sul glande garantisce erezioni perenni». Gira con autista su una Rolls Royce bianca, è circondato da donne bellissime. E sposa Raffaella Savinelli, la figlia dell' industriale delle pipe. 
Lui viaggia per il mondo e intanto Raffaella finisce nel gorgo dell' eroina. Investigatori privati la ritrovano in India. Il marito se la va a riprendere a Poona, dove c' è l' Ashram, la comunità degli arancioni di Bagwan Rajneesh. È lì che "Cicci" incontra Mauro Rostagno, il sociologo amico di Renato Curcio, l' ex leader di Lotta Continua che in India si fa chiamare "Sanatano". Francesco Cardella a Poona si veste di arancione anche lui.

 Quando poi Bagwan Rajneesh si va a godere la vita nell' Oregon, il ragazzo partito da Trapani torna a Trapani. E fonda una comunità a Lenzi, proprio dove era nato. La chiama Saman. E continua a frequentare gli amici di Milano. Uno soprattutto: Bettino Craxi. Intanto Samanè diventata una comunità per il recupero dei tossicodipendenti, "Cicci" chiama Mauro Rostagno a Lenzi per averlo al suo fianco. Per qualche anno Saman è un' isola felice. All' improvviso, il 26 settembre 1988, Mauro viene ucciso a fucilate. Un' indagine frettolosa punta all' interno della comunità, poi vira bruscamente verso la mafia. Anche Cardella finisce frai sospetti. Prima viene indagato e fugge in Nicaragua. A Managua fa tanti soldi, nella sua villa tiene al guinzaglio un cucciolo di giaguaro. Quando cerca di varcare la frontiera con l' Honduras ha in tasca un passaporto intestato a Francesco Josè Palumbo Ramirez, commerciante. Poi sparisce un' altra volta. Lo avvistano in Venezuela, apre un ristorante a Miami, ricompare come uomo d' affari a Lugano. È già fuori dall' inchiesta sul delitto Rostagno. E torna a Trapani. Va e viene.
ATTILIO BOLZONI

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